Nicolas Claris
Fotografo
Ci vuole molta umiltà per servire i propri soggetti e non servirsi di loro. Ci vuole molto accademismo per saper rompere i codici. Ci vuole molto amore per fare immagini generose. Bruno Belmont, Groupe Bénéteau
È cresciuto a Cannes, al Suquet, tra il porto peschereccio e il Palais des Festivals. Da quella vicinanza improbabile gli restano due fedeltà: gli uomini di mare e il potere delle immagini.
Prima della macchina fotografica ci sono stati venticinque anni di mare. Una barca a vela costruita con le sue mani a vent’anni con un amico, anni di trasferimenti e charter nei Caraibi e nel Mediterraneo, poi il suo cantiere navale, Naviral, vicino a Cannes, dove costruisce ketch di 75 piedi disegnati da Ron Holland.
Una prima esperienza accanto al fotografo di moda Henri Heiderscheid, nel 1974, aveva posto il gusto e le basi; bisognerà attendere il 2000 perché osi farne il suo mestiere, ed essere tra i primi a portare la fotografia nautica nell’era digitale.
Questa conoscenza marittima, rara in un fotografo, spiega il suo sguardo: sa ciò che una barca richiede per essere mostrata giusta. È diventato un riferimento internazionale nella fotografia di yacht e dei loro interni, dove tutto si gioca tra il disegno di un architetto, il saper fare di un artigiano e una luce che deve restare credibile. Le sue immagini appaiono su riviste di tutto il mondo.
Poi la cornice si allarga: l’architettura e i castelli del vigneto bordolese, le messe in scena culinarie dello chef stellato Nicolas Magie, l’industria, il monitoraggio di cantiere, New York, il Bangladesh. Rivendica questo eclettismo come una libertà piuttosto che come una specialità. Un bullone, una pietra, un piatto, uno scafo di 45 metri: stessa attenzione, stesso rispetto.
Osare, per lui, è uscire da ciò che si conosce, cercare di sorprendere ma anche di sorprendersi, non considerare mai un soggetto chiuso. Questa audacia va di pari passo con la modestia: guardare, ascoltare, accettare di sbagliare. E con la sottigliezza, che consiste nel suggerire piuttosto che nel sottolineare, nel rivelare senza recitare, nel lasciare al reale la sua parte di mistero.
Il suo approccio è stato definito altruista: il fotografo si cancella dietro il soggetto per rivelarlo meglio, e attende ciò che chiama la nota blu, quell’istante sospeso in cui il reale diventa bello.
La sua regola in tre parole: magnificare senza ingannare.
E il suo credo in una frase: l’empatia è madre di legami.
Tappe
- 1971-1973
- Costruisce Ferossimo, primo veliero francese in ferrocemento classificato in 1.a categoria
- 1974-1979
- Skipper ai Caraibi e nel Mediterraneo: charter e trasferimenti, da 11 a 26 metri
- 1980-1984
- Fonda e dirige il cantiere Naviral, vicino a Cannes, dove si costruiscono ketch e cutter di 75 e 73 piedi
- 1993
- Fonda Claris, comunicazione dell’industria dello yachting e del superyachting
- 2000
- Fotografo professionista, pioniere del digitale nella nautica
- 2006-2011
- Presidente poi amministratore eletto del ramo superyacht, Federazione Francese delle Industrie Nautiche
- 2012-2021
- Ambasciatore Pentax, medio formato; oggi Fujifilm 102 Mpx
- 100+
- Copertine di riviste nel mondo